Come creare uno scatter plot in Excel: tutorial passo passo

Per approfondire altre procedure utili su fogli di calcolo, formule e automazioni, può essere utile consultare anche la sezione dedicata alle Guide Excel di Guide-Pratiche.it.

Indice

  1. Che cos’è uno scatter plot in Excel
  2. A cosa serve un grafico a dispersione
  3. Differenza tra scatter plot e grafico a linee
  4. Quando usare uno scatter plot
  5. Come preparare i dati di partenza
  6. Creare uno scatter plot in Excel passo passo
  7. Scegliere il tipo di grafico a dispersione corretto
  8. Personalizzare titolo, assi, griglia e legenda
  9. Aggiungere etichette dati allo scatter plot
  10. Aggiungere una linea di tendenza
  11. Mostrare equazione e valore R² nel grafico
  12. Creare uno scatter plot con più serie di dati
  13. Creare uno scatter plot con dati filtrati o dinamici
  14. Esempio pratico: relazione tra prezzo e vendite
  15. Esempio pratico: relazione tra ore di studio e voto
  16. Esempio pratico: relazione tra budget pubblicitario e conversioni
  17. Errori comuni da evitare
  18. Consigli pratici per grafici a dispersione più chiari
  19. Domande frequenti
  20. Conclusione
  21. Keyword e tag WordPress

Che cos’è uno scatter plot in Excel

Uno scatter plot in Excel, chiamato anche grafico a dispersione, è un tipo di grafico utilizzato per rappresentare la relazione tra due variabili numeriche. Ogni punto del grafico corrisponde a una coppia di valori: un valore viene posizionato sull’asse orizzontale, chiamato asse X, e l’altro sull’asse verticale, chiamato asse Y.

In pratica, lo scatter plot permette di visualizzare come due grandezze si muovono insieme. Se i punti tendono a salire da sinistra verso destra, può esserci una relazione positiva. Se i punti tendono a scendere, può esserci una relazione negativa. Se i punti sono distribuiti senza un andamento riconoscibile, potrebbe non esserci una relazione evidente.

Un esempio semplice riguarda il rapporto tra ore di studio e voto ottenuto a un test.

StudenteOre di studioVoto
Studente 1255
Studente 2360
Studente 3468
Studente 4572
Studente 5680
Studente 6786

In uno scatter plot, le ore di studio vengono inserite sull’asse X, mentre il voto viene inserito sull’asse Y. Ogni studente viene rappresentato da un punto. Guardando il grafico, potresti notare che all’aumentare delle ore di studio tende ad aumentare anche il voto.

Questo non significa automaticamente che una variabile causi l’altra, ma indica che esiste una relazione visibile tra i dati.

Lo scatter plot è uno dei grafici più utili in Excel quando si lavora con analisi dati, statistiche, report aziendali, misurazioni tecniche, performance, marketing, vendite, scuola, università e ricerca.

A cosa serve un grafico a dispersione

Un grafico a dispersione serve a capire se esiste una relazione tra due variabili numeriche. È particolarmente utile quando una semplice tabella di dati non permette di individuare facilmente schemi, tendenze o anomalie.

Puoi usare uno scatter plot per analizzare, ad esempio:

  • rapporto tra prezzo e quantità vendute;
  • relazione tra ore di studio e voto;
  • rapporto tra budget pubblicitario e conversioni;
  • relazione tra età e reddito;
  • rapporto tra temperatura e consumo energetico;
  • relazione tra tempo di caricamento e tasso di abbandono;
  • confronto tra esperienza lavorativa e stipendio;
  • rapporto tra investimento e rendimento;
  • relazione tra dimensione di un file e tempo di elaborazione;
  • confronto tra numero di visitatori e vendite online.

Lo scatter plot è utile perché permette di vedere rapidamente se i dati seguono una tendenza. Una tabella con decine o centinaia di righe può essere difficile da interpretare. Un grafico a dispersione, invece, mostra immediatamente la distribuzione dei punti.

Esempio pratico

Immagina di gestire un negozio online e di voler capire se il prezzo dei prodotti influenza il numero di vendite.

ProdottoPrezzoVendite
Prodotto A10320
Prodotto B15280
Prodotto C20230
Prodotto D25190
Prodotto E30150

Con uno scatter plot puoi mettere il prezzo sull’asse X e le vendite sull’asse Y. Se i punti scendono da sinistra verso destra, potresti osservare che, all’aumentare del prezzo, le vendite tendono a diminuire.

Questo tipo di analisi può essere utile per prendere decisioni su prezzi, promozioni, strategie commerciali e posizionamento dei prodotti.

Differenza tra scatter plot e grafico a linee

Molti utenti confondono lo scatter plot con il grafico a linee, perché entrambi possono mostrare dati numerici e andamento. In realtà hanno scopi diversi.

Grafico a linee

Un grafico a linee viene usato principalmente per mostrare l’andamento di una variabile nel tempo o lungo una sequenza ordinata.

Esempio:

MeseVendite
Gennaio1200
Febbraio1450
Marzo1600
Aprile1550

In questo caso il grafico a linee è adatto perché i mesi seguono un ordine temporale. La linea collega i punti per evidenziare la tendenza nel tempo.

Scatter plot

Uno scatter plot viene usato per analizzare la relazione tra due variabili numeriche.

Esempio:

PrezzoVendite
10320
15280
20230
25190

Qui l’obiettivo non è mostrare un andamento temporale, ma capire se il prezzo e le vendite sono collegati.

Differenza principale

La differenza più importante è questa: il grafico a linee mostra un andamento ordinato, spesso nel tempo, mentre lo scatter plot mostra la relazione tra due variabili numeriche.

Nel grafico a linee, l’asse X può contenere categorie come mesi, giorni o anni. Nello scatter plot, invece, l’asse X dovrebbe contenere valori numerici reali.

Quando scegliere uno o l’altro

Usa un grafico a linee quando vuoi mostrare l’evoluzione di un dato nel tempo.

Usa uno scatter plot quando vuoi capire se due variabili sono correlate.

Esempio: se vuoi mostrare le vendite mese per mese, usa un grafico a linee. Se vuoi capire se il prezzo influenza le vendite, usa uno scatter plot.

Quando usare uno scatter plot

Uno scatter plot è adatto quando hai due colonne di dati numerici e vuoi analizzare la relazione tra loro.

Quando è consigliato

Puoi usare un grafico a dispersione quando vuoi:

  • individuare una correlazione;
  • osservare la distribuzione dei dati;
  • trovare valori anomali;
  • confrontare misurazioni;
  • analizzare tendenze;
  • verificare se una variabile cresce al crescere di un’altra;
  • controllare se una variabile diminuisce al crescere di un’altra;
  • stimare una relazione lineare o non lineare;
  • aggiungere una linea di tendenza.

È molto utile in ambito statistico, commerciale, scientifico, tecnico e aziendale.

Quando non è consigliato

Lo scatter plot non è la scelta migliore quando devi confrontare categorie testuali.

Per esempio, se hai una tabella di questo tipo:

RepartoVendite
Marketing5000
Commerciale8000
Supporto3000

in questo caso è meglio usare un grafico a colonne o a barre.

Lo scatter plot non è ideale nemmeno quando hai una sola variabile numerica. Per creare un grafico a dispersione servono due insiemi di valori: uno per l’asse X e uno per l’asse Y.

Esempi di utilizzo reale

Un responsabile marketing può usare uno scatter plot per confrontare investimento pubblicitario e numero di lead generati.

Un insegnante può usarlo per analizzare la relazione tra ore di studio e risultati degli studenti.

Un tecnico può usarlo per verificare se la temperatura influisce sulle prestazioni di un sistema.

Un analista finanziario può usarlo per osservare il rapporto tra rischio e rendimento.

Un e-commerce manager può usarlo per analizzare la relazione tra prezzo medio e quantità vendute.

Come preparare i dati di partenza

Prima di creare uno scatter plot in Excel, è importante preparare correttamente i dati. Una buona organizzazione iniziale evita errori e rende il grafico più facile da interpretare.

Usare due colonne numeriche

La struttura base deve contenere almeno due colonne numeriche:

Variabile XVariabile Y

La prima colonna rappresenta i valori da posizionare sull’asse orizzontale. La seconda colonna rappresenta i valori da posizionare sull’asse verticale.

Esempio:

Ore di studioVoto
255
360
468
572
680
786

In questo caso “Ore di studio” è la variabile X e “Voto” è la variabile Y.

Aggiungere una colonna descrittiva

Puoi aggiungere una colonna descrittiva, ad esempio il nome dello studente, del prodotto o del cliente.

Esempio:

StudenteOre di studioVoto
Marco255
Sara360
Luca468
Giulia572

Per creare lo scatter plot, però, dovrai selezionare principalmente le due colonne numeriche.

La colonna descrittiva può essere utile in seguito per aggiungere etichette dati.

Controllare il formato dei dati

Excel deve riconoscere i valori come numeri. Se i dati sono importati da un file CSV, copiati da una pagina web o esportati da un gestionale, potrebbero essere interpretati come testo.

Per controllare il formato:

  1. seleziona le celle numeriche;
  2. vai nella scheda “Home”;
  3. controlla il gruppo “Numero”;
  4. verifica che il formato sia “Numero”, “Generale”, “Valuta” o un altro formato numerico coerente.

Se i numeri sono allineati a sinistra, potrebbero essere testi. In quel caso è consigliabile convertirli prima di creare il grafico.

Evitare celle vuote o valori non validi

Celle vuote, errori e valori non numerici possono rendere il grafico incompleto o sbagliato.

Esempi di valori da evitare nelle colonne numeriche:

  • “n.d.”
  • “non disponibile”
  • “circa 10”
  • “>50”
  • errori come #VALORE!
  • celle vuote in mezzo alla serie

Se hai bisogno di note o commenti, usa una colonna separata.

Ordinare i dati non è obbligatorio

Per uno scatter plot non è necessario ordinare i dati. I punti vengono posizionati in base ai valori X e Y, indipendentemente dall’ordine delle righe.

Tuttavia, ordinare i dati può essere utile per controllare eventuali anomalie, valori estremi o errori di inserimento.

Creare uno scatter plot in Excel passo passo

Vediamo ora la procedura completa per creare uno scatter plot in Excel.

Passaggio 1: inserire i dati

Apri Excel e inserisci una tabella con due colonne numeriche.

Esempio:

Ore di studioVoto
255
360
468
572
680
786
890

Inserisci i dati partendo dalla cella A1.

La colonna A contiene la variabile X. La colonna B contiene la variabile Y.

Passaggio 2: selezionare i dati

Seleziona l’intervallo contenente intestazioni e valori.

In questo esempio, seleziona:

A1:B8

È importante selezionare entrambe le colonne numeriche. Se selezioni una sola colonna, Excel potrebbe non creare il grafico desiderato.

Passaggio 3: inserire il grafico a dispersione

Vai nella scheda:

“Inserisci” > “Grafici” > “Inserisci grafico a dispersione o a bolle”

Poi scegli il primo tipo:

“Dispersione”

Questo tipo mostra solo i punti, senza linee di collegamento.

Excel creerà automaticamente il grafico a dispersione.

Passaggio 4: verificare gli assi

Controlla che l’asse X rappresenti la prima variabile e l’asse Y rappresenti la seconda.

Nel nostro esempio:

  • asse X: Ore di studio;
  • asse Y: Voto.

Se Excel interpreta male i dati, puoi correggere l’origine dati.

Per farlo:

  1. clicca sul grafico;
  2. vai su “Progettazione grafico”;
  3. clicca su “Seleziona dati”;
  4. modifica la serie;
  5. controlla i valori X e Y.

Passaggio 5: modificare il titolo

Clicca sul titolo del grafico e inserisci un titolo chiaro.

Esempi:

  • Relazione tra ore di studio e voto
  • Prezzo e vendite dei prodotti
  • Budget pubblicitario e conversioni
  • Temperatura e consumo energetico
  • Esperienza e stipendio

Un buon titolo deve spiegare subito quali variabili vengono confrontate.

Scegliere il tipo di grafico a dispersione corretto

Excel offre più varianti del grafico a dispersione. La scelta dipende dal tipo di dati e dal messaggio che vuoi comunicare.

Dispersione solo con indicatori

È il tipo più comune. Mostra solo i punti.

È consigliato quando vuoi analizzare la relazione tra due variabili senza suggerire un collegamento diretto tra i singoli punti.

Per la maggior parte degli scatter plot, questa è la scelta migliore.

Dispersione con linee smussate e indicatori

Questo tipo collega i punti con linee curve.

Può essere utile quando i dati rappresentano una sequenza ordinata e vuoi evidenziare un andamento morbido.

Tuttavia, va usato con attenzione. Se i punti sono osservazioni indipendenti, collegarli con una linea può essere fuorviante.

Dispersione con linee rette e indicatori

Questo grafico collega i punti con segmenti retti.

Può essere utile per dati sperimentali ordinati o per serie in cui la connessione tra i punti ha senso.

Anche in questo caso, non è consigliato quando i punti rappresentano elementi indipendenti, come clienti, prodotti o studenti.

Dispersione con linee senza indicatori

Mostra solo la linea, senza i punti.

È meno comune per uno scatter plot classico. Può essere usato in casi tecnici o scientifici, ma per analisi generiche è meglio mantenere i punti visibili.

Grafico a bolle

Il grafico a bolle è una variante dello scatter plot. Oltre alla variabile X e alla variabile Y, usa una terza variabile per determinare la dimensione della bolla.

Esempio:

PrezzoVenditeMargine
1032020
1528035
2023040

In questo caso il prezzo può essere sull’asse X, le vendite sull’asse Y e il margine può determinare la grandezza della bolla.

Il grafico a bolle è utile, ma può diventare difficile da leggere se ci sono troppi punti.

Personalizzare titolo, assi, griglia e legenda

Dopo aver creato lo scatter plot, è importante personalizzarlo per renderlo più chiaro.

Modificare il titolo del grafico

Il titolo deve indicare chiaramente la relazione analizzata.

Esempi efficaci:

  • Relazione tra prezzo e vendite
  • Ore di studio e risultati del test
  • Budget advertising e conversioni
  • Temperatura e consumo energetico
  • Esperienza lavorativa e stipendio

Evita titoli generici come “Grafico 1” o “Scatter plot”.

Aggiungere titoli agli assi

I titoli degli assi sono fondamentali in uno scatter plot. Senza titoli, il lettore potrebbe non capire cosa rappresentano i valori.

Per aggiungerli:

  1. clicca sul grafico;
  2. clicca sull’icona “+” accanto al grafico;
  3. seleziona “Titoli assi”;
  4. modifica i testi.

Esempio:

  • asse X: Ore di studio;
  • asse Y: Voto.

Oppure:

  • asse X: Prezzo prodotto;
  • asse Y: Quantità vendute.

Modificare la scala degli assi

A volte Excel imposta automaticamente una scala poco leggibile. Puoi modificarla manualmente.

Per farlo:

  1. clicca sull’asse da modificare;
  2. fai clic con il tasto destro;
  3. scegli “Formato asse”;
  4. modifica limite minimo, limite massimo e unità principali.

Per esempio, se i voti vanno da 50 a 100, potresti impostare l’asse Y da 0 a 100 oppure da 50 a 100, in base al tipo di analisi.

Attenzione: ridurre troppo la scala può enfatizzare differenze piccole. Per report professionali, usa scale coerenti e non fuorvianti.

Gestire la griglia

La griglia aiuta a leggere i valori, ma non deve essere troppo invasiva.

Puoi attivare o disattivare le linee della griglia cliccando sull’icona “+” accanto al grafico e selezionando “Linee della griglia”.

In molti casi è sufficiente mantenere solo le linee principali.

Gestire la legenda

Se lo scatter plot contiene una sola serie di dati, la legenda spesso non serve. Puoi eliminarla per rendere il grafico più pulito.

Se invece hai più serie, la legenda diventa importante per distinguere i gruppi.

Esempio:

  • Clienti nuovi;
  • Clienti ricorrenti;
  • Prodotti premium;
  • Prodotti standard.

Aggiungere etichette dati allo scatter plot

Le etichette dati permettono di identificare i punti del grafico. Sono utili quando vuoi mostrare il nome di un prodotto, di uno studente, di un cliente o di un elemento specifico.

Quando usare le etichette dati

Le etichette sono utili quando il grafico contiene pochi punti e ogni punto ha un significato importante.

Esempio:

ProdottoPrezzoVendite
Mouse10320
Tastiera25210
Monitor15080
Notebook80025

In questo caso può essere utile mostrare il nome del prodotto accanto a ogni punto.

Se invece hai centinaia di punti, le etichette possono rendere il grafico illeggibile.

Aggiungere etichette dati standard

Per aggiungere le etichette:

  1. clicca sul grafico;
  2. clicca sull’icona “+” accanto al grafico;
  3. seleziona “Etichette dati”.

Excel mostrerà i valori vicino ai punti.

Usare etichette da celle

In molte versioni di Excel puoi usare una colonna del foglio come etichetta.

Procedura:

  1. clicca sui punti del grafico;
  2. fai clic con il tasto destro;
  3. scegli “Aggiungi etichette dati”;
  4. clicca di nuovo sulle etichette;
  5. scegli “Formato etichette dati”;
  6. seleziona “Valore da celle”;
  7. seleziona l’intervallo con i nomi;
  8. deseleziona eventuali valori X o Y se non servono.

Questa funzione è molto utile quando vuoi identificare ogni punto con un nome descrittivo.

Spostare le etichette

Le etichette possono sovrapporsi. Puoi spostarle manualmente trascinandole con il mouse.

In alternativa, puoi mostrare le etichette solo per alcuni punti importanti, come valori estremi, anomalie o prodotti principali.

Aggiungere una linea di tendenza

Una linea di tendenza aiuta a visualizzare l’andamento generale dei punti. È molto utile quando vuoi capire se esiste una relazione crescente, decrescente o curva tra le variabili.

Aggiungere una linea di tendenza

Per aggiungere una linea di tendenza:

  1. clicca sul grafico;
  2. clicca su uno dei punti;
  3. fai clic con il tasto destro;
  4. scegli “Aggiungi linea di tendenza”.

Excel aggiungerà una linea che sintetizza l’andamento dei dati.

Tipi di linea di tendenza

Excel permette di scegliere diversi tipi di linea di tendenza.

La linea lineare è la più comune. È utile quando i punti sembrano seguire un andamento approssimativamente rettilineo.

La linea esponenziale può essere utile quando i valori crescono o diminuiscono in modo sempre più rapido.

La linea logaritmica può essere utile quando la crescita è rapida all’inizio e poi rallenta.

La linea polinomiale può adattarsi a relazioni curve più complesse, ma va usata con attenzione per non creare interpretazioni artificiali.

La media mobile può essere utile per smussare oscillazioni, soprattutto in serie ordinate.

Quando usare una linea lineare

Usa una linea di tendenza lineare quando vuoi capire se esiste una relazione generale tra due variabili.

Esempio: all’aumentare delle ore di studio, il voto tende ad aumentare. In questo caso una linea lineare può rappresentare bene la tendenza.

Quando evitare la linea di tendenza

Non usare una linea di tendenza solo per rendere il grafico più “tecnico”. Se i punti sono distribuiti in modo casuale e non mostrano una relazione evidente, la linea potrebbe essere poco significativa.

Inoltre, una linea di tendenza non dimostra automaticamente un rapporto di causa-effetto. Mostra una relazione statistica o visiva, ma l’interpretazione richiede sempre attenzione.

Mostrare equazione e valore R² nel grafico

Excel permette di visualizzare l’equazione della linea di tendenza e il valore R². Queste informazioni sono utili per analisi più tecniche.

Che cos’è l’equazione della linea di tendenza

Nel caso di una linea lineare, l’equazione ha una forma simile a questa:

y = mx + q

Dove:

  • y è il valore stimato sull’asse verticale;
  • x è il valore sull’asse orizzontale;
  • m è la pendenza della linea;
  • q è l’intercetta.

Esempio:

y = 4,8x + 45

Questa equazione indica che, in media, ogni aumento di 1 unità nella variabile X corrisponde a un aumento di 4,8 unità nella variabile Y.

Che cos’è il valore R²

Il valore R² indica quanto la linea di tendenza si adatta ai dati. Può andare da 0 a 1.

Un valore vicino a 1 indica che la linea spiega bene la distribuzione dei punti.

Un valore vicino a 0 indica che la linea spiega poco la distribuzione.

Esempio:

  • R² = 0,90: adattamento forte;
  • R² = 0,50: adattamento medio;
  • R² = 0,10: adattamento debole.

Attenzione: anche un R² alto non dimostra automaticamente una relazione causale. Significa solo che il modello descrive bene quei dati.

Come mostrare equazione e R²

Per visualizzare queste informazioni:

  1. clicca sulla linea di tendenza;
  2. fai clic con il tasto destro;
  3. scegli “Formato linea di tendenza”;
  4. attiva “Visualizza l’equazione sul grafico”;
  5. attiva “Visualizza il valore R quadrato sul grafico”.

Puoi spostare il testo nel grafico trascinandolo con il mouse.

Quando è utile mostrarli

Mostrare equazione e R² è utile in report tecnici, analisi statistiche, studi scientifici, controlli qualità, modelli previsionali e presentazioni dove serve giustificare la relazione tra variabili.

Per un pubblico non tecnico, invece, potrebbe essere sufficiente mostrare solo la linea di tendenza e spiegare il significato in modo semplice.

Creare uno scatter plot con più serie di dati

Uno scatter plot può contenere più serie di dati. Questo è utile quando vuoi confrontare gruppi diversi.

Esempio con due gruppi

Supponiamo di voler confrontare due categorie di prodotti: standard e premium.

Prezzo standardVendite standardPrezzo premiumVendite premium
1032050120
1528070100
202309085
2519012060

Puoi creare uno scatter plot con due serie:

  • prodotti standard;
  • prodotti premium.

Inserire la prima serie

Seleziona i dati della prima serie e inserisci il grafico a dispersione.

Aggiungere una seconda serie

Per aggiungere una nuova serie:

  1. clicca sul grafico;
  2. vai su “Progettazione grafico”;
  3. clicca su “Seleziona dati”;
  4. clicca su “Aggiungi”;
  5. inserisci il nome della serie;
  6. seleziona i valori X;
  7. seleziona i valori Y;
  8. conferma.

Excel mostrerà entrambe le serie nello stesso grafico, con colori diversi.

Usare la legenda

Quando ci sono più serie, la legenda è fondamentale. Deve indicare chiaramente quale colore corrisponde a quale gruppo.

Esempi di serie:

  • Clienti nuovi;
  • Clienti ricorrenti;
  • Area Nord;
  • Area Sud;
  • Prodotti standard;
  • Prodotti premium.

Attenzione alle scale

Quando confronti più serie, assicurati che usino la stessa scala e che i dati siano confrontabili. Se una serie ha valori molto più alti dell’altra, potrebbe schiacciare visivamente i dati più piccoli.

Creare uno scatter plot con dati filtrati o dinamici

In Excel puoi rendere lo scatter plot più facile da aggiornare usando una tabella Excel come origine dati.

Trasformare i dati in tabella

Seleziona il tuo intervallo dati e premi:

CTRL + T

Assicurati che l’opzione “Tabella con intestazioni” sia selezionata e conferma.

Poi assegna un nome alla tabella, ad esempio:

TabellaScatter

Vantaggi della tabella Excel

Una tabella Excel si espande automaticamente quando aggiungi nuove righe. Questo è utile se aggiorni spesso i dati.

Per esempio, se aggiungi nuovi prodotti con prezzo e vendite, la tabella si estende e il grafico può essere aggiornato più facilmente.

Usare i filtri

Le tabelle Excel includono filtri nelle intestazioni. Puoi usarli per mostrare solo alcune righe, ad esempio:

  • solo una categoria;
  • solo un periodo;
  • solo un’area geografica;
  • solo prodotti attivi;
  • solo clienti di un certo tipo.

A seconda della struttura del grafico e delle impostazioni, lo scatter plot può riflettere i dati visibili o richiedere un aggiornamento dell’origine.

Quando usare uno scatter plot dinamico

Uno scatter plot dinamico è utile per report ricorrenti, dashboard, analisi commerciali, monitoraggio di performance, dati aggiornati mensilmente o set di dati che crescono nel tempo.

Per analisi più avanzate, puoi combinare tabelle, filtri, segmentazioni dati e grafici collegati a tabelle pivot.

Esempio pratico: relazione tra prezzo e vendite

Vediamo un esempio concreto. Supponiamo di voler analizzare se il prezzo di un prodotto influisce sulle vendite.

Dati di partenza

ProdottoPrezzoVendite
Prodotto A10320
Prodotto B15280
Prodotto C20240
Prodotto D25190
Prodotto E30160
Prodotto F35130
Prodotto G40100

Creazione del grafico

Seleziona le colonne “Prezzo” e “Vendite”, poi vai su:

“Inserisci” > “Grafico a dispersione” > “Dispersione”

Excel creerà un grafico in cui ogni punto rappresenta un prodotto.

Personalizzazione

Aggiungi un titolo:

“Relazione tra prezzo e vendite”

Aggiungi i titoli degli assi:

  • asse X: Prezzo;
  • asse Y: Vendite.

Puoi anche aggiungere le etichette dati usando la colonna “Prodotto”, in modo da identificare ogni punto.

Interpretazione

Se i punti tendono a scendere da sinistra verso destra, significa che i prodotti con prezzo più alto tendono ad avere meno vendite.

Questa relazione può essere utile per valutare strategie di prezzo, sconti e posizionamento commerciale.

Esempio pratico: relazione tra ore di studio e voto

Uno scatter plot può essere molto utile anche in ambito scolastico o formativo.

Dati di partenza

StudenteOre di studioVoto
Marco255
Sara363
Luca468
Giulia574
Paolo679
Elena786
Marta891

Creazione del grafico

Seleziona le colonne “Ore di studio” e “Voto”, poi inserisci un grafico a dispersione.

Aggiunta della linea di tendenza

Clicca sui punti, fai clic con il tasto destro e scegli “Aggiungi linea di tendenza”.

Scegli una linea lineare.

Puoi anche mostrare il valore R² se vuoi valutare quanto la linea descrive bene i dati.

Interpretazione

Se i punti salgono da sinistra verso destra, c’è una relazione positiva tra ore di studio e voto.

Questo significa che, nel campione analizzato, chi ha studiato di più tende ad aver ottenuto un voto più alto.

È importante ricordare che lo scatter plot mostra una relazione, ma non spiega da solo tutte le cause. Altri fattori possono influire sul voto, come metodo di studio, difficoltà della prova, preparazione precedente e attenzione durante le lezioni.

Esempio pratico: relazione tra budget pubblicitario e conversioni

Un altro uso molto comune riguarda il marketing digitale.

Dati di partenza

CampagnaBudgetConversioni
Campagna A10012
Campagna B20025
Campagna C30034
Campagna D40045
Campagna E50054
Campagna F60058
Campagna G70060

Obiettivo

Vogliamo capire se aumentando il budget pubblicitario aumentano anche le conversioni.

Creazione dello scatter plot

Seleziona le colonne “Budget” e “Conversioni”, poi inserisci un grafico a dispersione.

Aggiungi:

  • titolo del grafico;
  • titolo asse X: Budget pubblicitario;
  • titolo asse Y: Conversioni;
  • linea di tendenza.

Interpretazione

Se la linea cresce ma tende ad appiattirsi, potrebbe significare che aumentando il budget le conversioni aumentano, ma a un certo punto il rendimento marginale diminuisce.

In altre parole, passare da 100 a 200 euro può generare un aumento importante, mentre passare da 600 a 700 euro può produrre un miglioramento più piccolo.

Questo tipo di analisi può aiutare a ottimizzare gli investimenti pubblicitari.

Esempio pratico: individuare valori anomali

Uno scatter plot è molto utile anche per individuare outlier, cioè valori anomali.

Esempio

ClienteSpesa mensileTicket assistenza
Cliente A1002
Cliente B1203
Cliente C1504
Cliente D1803
Cliente E2005
Cliente F2204
Cliente G50025

Nel grafico, il Cliente G potrebbe apparire lontano dagli altri punti. Questo potrebbe indicare un comportamento anomalo o un caso particolare da approfondire.

Perché è utile

Gli outlier possono segnalare:

  • errori nei dati;
  • clienti particolari;
  • problemi operativi;
  • opportunità commerciali;
  • situazioni fuori standard;
  • casi da analizzare separatamente.

Lo scatter plot aiuta a individuarli rapidamente, molto più di una semplice tabella.

Errori comuni da evitare

Creare uno scatter plot in Excel è semplice, ma ci sono alcuni errori frequenti che possono rendere il grafico poco utile o fuorviante.

Usare dati non numerici sull’asse X

Lo scatter plot richiede valori numerici su entrambi gli assi. Se l’asse X contiene categorie testuali, probabilmente è meglio usare un grafico a colonne o a barre.

Confondere scatter plot e grafico a linee

Se vuoi mostrare vendite mese per mese, un grafico a linee è spesso più adatto. Lo scatter plot serve soprattutto per analizzare la relazione tra due variabili numeriche.

Collegare punti che non hanno una sequenza

Nei grafici a dispersione classici, i punti non dovrebbero essere collegati se rappresentano elementi indipendenti. Collegarli può far pensare che esista un percorso o una sequenza che in realtà non c’è.

Non aggiungere titoli agli assi

Senza titoli degli assi, il grafico è difficile da interpretare. In uno scatter plot è fondamentale sapere cosa rappresentano X e Y.

Usare troppe etichette

Le etichette dati sono utili, ma se il grafico contiene molti punti possono creare confusione. Meglio usarle solo per i punti più importanti.

Interpretare correlazione come causalità

Uno scatter plot può mostrare che due variabili sono correlate, ma non dimostra automaticamente che una causa l’altra.

Per esempio, se due valori crescono insieme, potrebbe esserci una relazione diretta, ma potrebbero anche dipendere da un terzo fattore.

Ignorare i valori anomali

Gli outlier possono influenzare molto la linea di tendenza. Prima di trarre conclusioni, è importante capire se sono errori, casi particolari o dati reali significativi.

Usare scale fuorvianti

Modificare troppo gli assi può rendere una relazione più forte o più debole di quanto sia realmente. Le scale devono essere scelte con attenzione e trasparenza.

Consigli pratici per grafici a dispersione più chiari

Uno scatter plot efficace deve essere semplice, leggibile e coerente con la domanda di analisi.

Parti dalla domanda giusta

Prima di creare il grafico, chiediti cosa vuoi capire.

Esempi:

  • Il prezzo influenza le vendite?
  • Il budget pubblicitario aumenta le conversioni?
  • Le ore di studio sono collegate al voto?
  • La temperatura incide sul consumo energetico?
  • Esistono clienti con comportamento anomalo?

La domanda ti aiuta a scegliere correttamente le variabili X e Y.

Scegli bene la variabile X

Di solito, sull’asse X si inserisce la variabile indipendente o esplicativa, cioè quella che potrebbe influenzare l’altra.

Esempio:

  • X: ore di studio;
  • Y: voto.

Oppure:

  • X: prezzo;
  • Y: vendite.

Questa scelta rende il grafico più naturale da leggere.

Non sovraccaricare il grafico

Se hai troppi punti, troppe etichette o troppe serie, il grafico diventa difficile da interpretare.

In questi casi puoi:

  • filtrare i dati;
  • creare più grafici separati;
  • usare colori diversi per gruppi;
  • mostrare solo le etichette dei punti principali;
  • creare un grafico a bolle se serve una terza variabile.

Usa la linea di tendenza con criterio

La linea di tendenza è utile, ma non deve essere inserita automaticamente in ogni grafico. Usala quando aiuta davvero a capire l’andamento dei dati.

Controlla i dati prima del grafico

Prima di creare lo scatter plot, verifica che non ci siano errori, celle vuote, valori anomali non spiegati o numeri salvati come testo.

Un grafico corretto nasce sempre da dati corretti.

Usa Guide-Pratiche.it come riferimento operativo

Guide-Pratiche.it propone tutorial informatici pratici e accessibili per imparare a usare strumenti come Excel in modo più consapevole. Lo scatter plot è uno dei grafici più utili per chi vuole andare oltre la semplice visualizzazione dei dati e iniziare a interpretare relazioni, tendenze e anomalie.

Scatter plot e correlazione

Uno degli usi più comuni dello scatter plot è l’analisi della correlazione.

Che cos’è la correlazione

La correlazione indica il grado di relazione tra due variabili.

Se una variabile aumenta e anche l’altra tende ad aumentare, si parla di correlazione positiva.

Se una variabile aumenta e l’altra tende a diminuire, si parla di correlazione negativa.

Se non c’è un andamento evidente, la correlazione può essere debole o assente.

Correlazione positiva

Esempio:

Ore di studioVoto
255
468
680
891

I punti tendono a salire. Questo indica una relazione positiva.

Correlazione negativa

Esempio:

PrezzoVendite
10320
20240
30160
40100

I punti tendono a scendere. Questo indica una relazione negativa.

Correlazione debole o assente

Se i punti sono sparsi senza una direzione chiara, non emerge una relazione evidente.

In questi casi, aggiungere una linea di tendenza può aiutare, ma bisogna interpretarla con cautela.

Calcolare la correlazione in Excel

Oltre allo scatter plot, puoi usare la funzione CORRELAZIONE.

Esempio:

=CORRELAZIONE(A2:A20;B2:B20)

Questa formula restituisce un valore compreso tra -1 e 1.

Un valore vicino a 1 indica una correlazione positiva forte.

Un valore vicino a -1 indica una correlazione negativa forte.

Un valore vicino a 0 indica una correlazione debole o assente.

Lo scatter plot e la funzione CORRELAZIONE possono essere usati insieme per ottenere sia una lettura visiva sia un valore numerico.

Scatter plot con grafico a bolle

Il grafico a bolle è una variante dello scatter plot e permette di rappresentare tre variabili.

Struttura dei dati

Per creare un grafico a bolle servono tre colonne numeriche:

Variabile XVariabile YDimensione bolla

Esempio:

PrezzoVenditeMargine
1032015
2024025
3016035
4010045

In questo caso:

  • il prezzo va sull’asse X;
  • le vendite vanno sull’asse Y;
  • il margine determina la dimensione della bolla.

Quando usare il grafico a bolle

Il grafico a bolle è utile quando vuoi aggiungere una terza dimensione all’analisi.

Può essere usato per analizzare:

  • prezzo, vendite e margine;
  • traffico, conversioni e budget;
  • clienti, fatturato e numero ordini;
  • rischio, rendimento e capitale investito;
  • performance, costo e impatto.

Attenzione alla leggibilità

Il grafico a bolle può diventare confuso se ci sono troppe bolle o se le dimensioni sono molto diverse.

Usalo quando la terza variabile aggiunge valore reale all’analisi.

Domande frequenti

Come si crea uno scatter plot in Excel?

Per creare uno scatter plot in Excel, seleziona due colonne numeriche, vai su “Inserisci”, scegli “Grafico a dispersione” e seleziona il tipo con soli indicatori. La prima colonna verrà usata di solito per l’asse X, la seconda per l’asse Y.

Che differenza c’è tra scatter plot e grafico a dispersione?

Non c’è differenza sostanziale. “Scatter plot” è il termine inglese, mentre “grafico a dispersione” è il nome usato in italiano.

Quando conviene usare uno scatter plot?

Conviene usarlo quando vuoi analizzare la relazione tra due variabili numeriche, ad esempio prezzo e vendite, ore di studio e voto, budget pubblicitario e conversioni.

Posso aggiungere una linea di tendenza?

Sì. Clicca sui punti del grafico, fai clic con il tasto destro e scegli “Aggiungi linea di tendenza”. Puoi scegliere tra linea lineare, esponenziale, logaritmica, polinomiale e altre opzioni.

Come si mostrano equazione e R²?

Dopo aver aggiunto la linea di tendenza, apri “Formato linea di tendenza” e seleziona “Visualizza l’equazione sul grafico” e “Visualizza il valore R quadrato sul grafico”.

Posso creare uno scatter plot con più gruppi?

Sì. Puoi aggiungere più serie dati tramite “Seleziona dati” e “Aggiungi”. Ogni serie può avere valori X e Y propri.

Posso etichettare i punti con nomi personalizzati?

Sì. Puoi aggiungere etichette dati e usare l’opzione “Valore da celle” per mostrare nomi come prodotti, clienti, studenti o campagne.

Perché Excel crea un grafico sbagliato?

Le cause più comuni sono selezione errata dei dati, numeri salvati come testo, colonne invertite, celle vuote o uso di categorie testuali al posto di valori numerici.

Lo scatter plot dimostra una relazione di causa-effetto?

No. Lo scatter plot può mostrare una relazione visiva o una correlazione, ma non dimostra automaticamente che una variabile causi l’altra. Per stabilire una relazione causale servono analisi più approfondite.

Conclusione

Creare uno scatter plot in Excel è un modo semplice ed efficace per analizzare la relazione tra due variabili numeriche. A differenza di un grafico a colonne o di un grafico a linee, il grafico a dispersione permette di osservare come i punti si distribuiscono nello spazio e di individuare tendenze, correlazioni e valori anomali.

Il procedimento è semplice: prepara due colonne numeriche, seleziona i dati, inserisci un grafico a dispersione e personalizza titolo, assi ed eventuali etichette. Per analisi più complete, puoi aggiungere una linea di tendenza, mostrare l’equazione del modello e visualizzare il valore R².

Lo scatter plot è particolarmente utile quando vuoi capire se due variabili si muovono insieme. Può essere usato per analizzare prezzo e vendite, ore di studio e voto, budget e conversioni, esperienza e stipendio, temperatura e consumi, oppure qualsiasi altra coppia di dati numerici.

La parte più importante è interpretare il grafico con attenzione. Una relazione visibile non significa necessariamente causa-effetto. Prima di trarre conclusioni, è sempre utile controllare la qualità dei dati, verificare eventuali outlier e valutare il contesto.

Un grafico a dispersione ben costruito può trasformare una tabella complessa in una visualizzazione chiara, utile e professionale. È uno strumento prezioso per chi usa Excel non solo per archiviare dati, ma anche per comprenderli e prendere decisioni migliori.

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